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Viva il Caos!
come un surfista
cavalco le onde del Caos
e paio volare

scivolo sull'ordine apparente
delle menti moderne
che guardano stupefatte e ignare
le piroette intellettuali

di chi ogni momento
grida:
viva il Caos!
Itaca
Quando partirai, diretto a Itaca,
che il tuo viaggio sia lungo
ricco di avventure e di conoscenza.

Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
né il furioso Poseidone;
durante il cammino non li incontrerai
se il pensiero sarà elevato, se l'emozione
non abbandonerà mai il tuo corpo e il tuo spirito.
I Lestrigoni e i Ciclopi e il furioso Poseidone
non saranno sul tuo cammino
se non li porterai con te nell'anima,
se la tua anima non li porrà davanti ai tuoi passi.

Spero che la tua strada sia lunga.
Che siano molte le mattine d'estate,
che il piacere di vedere i primi porti
ti arrechi una gioia mai provata.
Cerca di visitare gli empori della Fenicia
e raccogli ciò che v'è di meglio.
Vai alle città dell'Egitto,
apprendi da un popolo che ha tanto da insegnare.

Non perdere di vista Itaca,
poiché giungervi è il tuo destino. Ma non affrettare i tuoi passi;
è meglio che il viaggio duri molti anni
e la tua nave getti l'ancora sull'isola
quando ti sarai arricchito
di ciò che hai conosciuto nel cammino.
Non aspettarti che Itaca ti dia altre ricchezze.
Itaca ti ha già dato un bel viaggio;
senza Itaca, tu non saresti mai partito.
Essa ti ha già dato tutto, e null'altro può darti.

Se, infine, troverai che Itaca è povera,
non pensare che ti abbia ingannato.
Perché sei divenuto saggio, hai vissuto una vita intensa,
e questo è il significato di Itaca.
Abbracci e b(r)aci
Ri(s)coprirsi con la follia come fosse una seta indiana, e ubriacarsi coi deliri d’onnipotenza.
Ecco le braci su cui mi diverto a ballare in questi momenti.
Le emozioni rinate, tornano a volare come l’araba fenice, dalle ceneri di quel passato che impolverava i passi nel futuro.
Torno in un regno fatto di tappeti, fiori, marmi e tessuti pregiati. Il mio regno di favole, di sogni radiosi, di baci e di tramonti.
Sarò lì come un filosofo e dalla mia torre d’avorio afferrerei il vento d’Oriente per spargere versi strani e profumati sul tuo nome, perché si, il tuo nome m’è già caro più di ogni cosa…
Mi sono perso e non cerco la via, perché gradevole è questo vagare.

Abbracciami forte
e sentirai le b(r)aci roventi con cui fumare Sogni in una pipa ad acqua.