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Al bar Impero
Q - Ah che voglia che ho!

I - Dici? Non mi sembrava

Q – Per davvero! Scoperei anche il pavimento in questo momento.

I (al cameriere) - hey! Vi ho trovato il nuovo garzone.

Cameriere – Buongiorno signore, radioso più che mai, oggi. Cosa vi porto?

I – grazie. Sempre gentilissimo. Per lui una scopa, o un mocho vileda, a me una noia al gratin e da bere ci porti un cocktail di anabolizzanti scaduti.
Al bar I e II
salve, cosa vi porto?

oggi cambiamo, gradiremmo due depressioni

certo signori

ah! Dimenticavo: se mi può portare anche due valium,
sa non sopportiamo lo zucchero, preferiamo il dolcificante…

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Cosa vi porto oggi?

A me un cervello prego, sano, lo voglio bere schietto, senza ghiaccio.

E per lei signore?

A me una testa di cazzo.

Subito signore.
Il bar L’Impero
Benvenuti al bar l’Impero,
dove si beve per un evo intero

e si deridono, per non piangere,
le disavventure e le miserie
con frasi acide e poco serie

dove si fanno sconti solo ai barboni e ai pazzi
e si derubano i turisti e i ricconi
mentre si deliziano gli occhi coi bei ragazzi
che ignorano le donne perché son ricchioni

un calice d’assenzio
e dei dolori
non c’è altro che silenzio.

Un paio di rime folli e sparse
Per cantar una manciata di speranze
Al fuoco della passion arse!