Visualizzazione post con etichetta Impero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Impero. Mostra tutti i post
Ricordo
Quando guardavo cielo e cipressi
Riflessi in quelle pozze
Che simili a specchi
Dormivano sopra pietre scure e grezze
Ricordo
Quando scoprii come specchiarsi l’anima
Sopra le pietre scure e grezze
Dei piovosi pomeriggi d’ottobre.
Perché –mio caro-
In quelle pozze
Sopra pietre scure e grezze
Lavavo via le preoccupazioni
Perché
In quei momenti,
anche le tristezze m’erano dolci come miele.
Quando guardavo cielo e cipressi
Riflessi in quelle pozze
Che simili a specchi
Dormivano sopra pietre scure e grezze
Ricordo
Quando scoprii come specchiarsi l’anima
Sopra le pietre scure e grezze
Dei piovosi pomeriggi d’ottobre.
Perché –mio caro-
In quelle pozze
Sopra pietre scure e grezze
Lavavo via le preoccupazioni
Perché
In quei momenti,
anche le tristezze m’erano dolci come miele.
Etichette:
cipressi,
grigio,
Impero,
ottobre,
pietre,
pioggia,
pozzanghere,
ricordi,
specchi
0
commenti
|
|
Q - Ah che voglia che ho!
I - Dici? Non mi sembrava
Q – Per davvero! Scoperei anche il pavimento in questo momento.
I (al cameriere) - hey! Vi ho trovato il nuovo garzone.
Cameriere – Buongiorno signore, radioso più che mai, oggi. Cosa vi porto?
I – grazie. Sempre gentilissimo. Per lui una scopa, o un mocho vileda, a me una noia al gratin e da bere ci porti un cocktail di anabolizzanti scaduti.
I - Dici? Non mi sembrava
Q – Per davvero! Scoperei anche il pavimento in questo momento.
I (al cameriere) - hey! Vi ho trovato il nuovo garzone.
Cameriere – Buongiorno signore, radioso più che mai, oggi. Cosa vi porto?
I – grazie. Sempre gentilissimo. Per lui una scopa, o un mocho vileda, a me una noia al gratin e da bere ci porti un cocktail di anabolizzanti scaduti.
Voglio scrivere il tuo nome con le foglie
perché ancora su di me è l'ignoranza
come una corona di raggi
e dei ricordi fare preziosi ornamenti
da appendere qua e là sul mio corpo
tra le nostre lenzuola
mentre invoco gli dèi
ora che non voglio l'imperfetto
ora che non voglio il tempo morto che pare vivo
perché ancora su di me è l'ignoranza
come una corona di raggi
e dei ricordi fare preziosi ornamenti
da appendere qua e là sul mio corpo
tra le nostre lenzuola
mentre invoco gli dèi
ora che non voglio l'imperfetto
ora che non voglio il tempo morto che pare vivo
Se i nostri desideri,
le nostre passioni,
al cui fuoco riscaldiamo i nostri cuori,
fossero immobili
come i nostri corpi su questo letto,
basterebbe frugare nel bianco delle lenzuola
per saziarli.
Beviamo da questo sole che muore
Soffocato tra le afe
Che sembrano il rantolo di un’estate che se ne va!
E dissetiamoci ora che possiamo amore mio,
perché ci aspetta il deserto.
-a noi viaggiatori-
le nostre passioni,
al cui fuoco riscaldiamo i nostri cuori,
fossero immobili
come i nostri corpi su questo letto,
basterebbe frugare nel bianco delle lenzuola
per saziarli.
Beviamo da questo sole che muore
Soffocato tra le afe
Che sembrano il rantolo di un’estate che se ne va!
E dissetiamoci ora che possiamo amore mio,
perché ci aspetta il deserto.
-a noi viaggiatori-
Caro\Maledetto Lettore,
Se vuoi leggere il mio blog fallo, anzi, lo stai già facendo se sei qui.
Se vuoi commentalo, anche;
ma RICORDA che il mio blog è la MIA REGGIA, quindi voglio rispetto, entra nel mio blog con il medesimo rispetto con cui tu entri a casa di un altro. altrimenti sei un semplice maleducato.
GRAZIE.
il tuo commento non lo cancello! ci mancherebbe. mi sono sempre piaciute le cose fuori posto, il tuo commento sarà come un quadro comprato dai cinesi al mercato e appeso storto alla parete, ci sta bene in questo blog.
Non trovi che sia decadente?
Se vuoi leggere il mio blog fallo, anzi, lo stai già facendo se sei qui.
Se vuoi commentalo, anche;
ma RICORDA che il mio blog è la MIA REGGIA, quindi voglio rispetto, entra nel mio blog con il medesimo rispetto con cui tu entri a casa di un altro. altrimenti sei un semplice maleducato.
GRAZIE.
il tuo commento non lo cancello! ci mancherebbe. mi sono sempre piaciute le cose fuori posto, il tuo commento sarà come un quadro comprato dai cinesi al mercato e appeso storto alla parete, ci sta bene in questo blog.
Non trovi che sia decadente?
Etichette:
avvertenze,
blog,
cose fuori posto,
decadenza,
educazione,
grazie,
Impero,
reggia,
rispetto
0
commenti
|
|
Dopo 1 settimana di conversazioni intime e superficiali su MSN
Lui mi disse: Non sono così cinico come appaio, sono un’altra persona in fondo…
Ed io risposi: I fondi non mi interessano, sono sempre torbidi. Al dieci ti cancello bloccandoti.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Lui: asp!
10
Lui mi disse: Non sono così cinico come appaio, sono un’altra persona in fondo…
Ed io risposi: I fondi non mi interessano, sono sempre torbidi. Al dieci ti cancello bloccandoti.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Lui: asp!
10
24 anni di merda, è un dato di fatto.
Vedo una coppietta felice, due ragazzi carini, simpatici quanto basta, uno alla mano e l’altro un po’ meno ma che sorride per dirmi “si, siamo insieme da ormai un anno”.
°dissociazione°
Non parlo più con loro, parlo con me, vedo me.
Solo.
“Dov’è il problema? C’è poi un problema? Come mai, alla fine di ogni cosa, sei sempre solo?”
Impazzisco lentamente…
Le ore scorrono davanti a me come fossero l’acqua di uno scarico. Sono senza valore ai miei occhi.
1) Mi butto a capofitto in un libro, con le migliori intenzioni, dopo 30 minuti mi annoio, e penso “forse sarà l’argomento che non mi attira”. Guardo il cellulare con la scusa dell’ora ma per vedere se mi ha scritto qualcuno.
Cambio libro e dopo altri 30 minuti capisco che il meccanismo è lo stesso, sono sempre i miei occhi, che si posano su inchiostro disposto in un certo modo su dei fogli bianchi. Non vedo il senso di continuare a leggere. Leggere per chi poi? Noia, piattezza.
2) Apro il portatile, entro in chat, sempre il vuoto cosmico. Ascolto musica mentre scrivo. Ma poi, per chi scrivo? Noia, nausea, piattezza.
Mi alzo di corsa in preda alle migliori intenzioni, voglio reagire.
Prendo le chiavi della macchina e scappo al mare.
Eccomi sugli scogli: il telo da mare sistemato come viene, la tracolla Sisley con un libro che ho portato solo per figura, gli occhiali da sole,il cellulare controllato ogni 15 minuti per vedere se mi hanno scritto, le cuffiette dell’iPod che mi sparano in testa una canzone che si ripete all’infinito, il sole che mi cuoce un po’ la faccia, un paio di tuffi e qualche sguardo ad alcuni ragazzi tedeschi palestrati a pochi metri dal mio scoglio. Ma che ci sto a fare qui da solo? Noia, nausea, piattezza, ripetitività.
Risorgo dagli scogli immaginandomi di essere un dio babilonese, mi dirigo con passo altero verso la macchina, sperando di impressionare qualcuno, poi inciampo quasi su una pietra e mi viene da ridere al pensiero della scena vista da fuori.
Torno alla macchina, radio, semafori e benzina. Guardo il cellulare per vedere se qualcuno mi ha scritto.
Finalmente a casa.
Mi siedo sulle pietre coperte di licheni nel mio giardino, e realizzo che è uno dei pochi posti dove veramente mi trovo bene. Anche se mi accorgo della malinconia che c’è sempre quando sto lì.
Ero lì a 9 anni, a 13, a 15 e a 19, e ci sto pure ora a 24 anni. Il paesaggio è cambiato intorno, ma le pietre sono sostanzialmente come le ricordo. Io mi sento parte del paesaggio, ma solo per quanto riguarda il mio aspetto.
Passo il resto della giornata a ripetere in ordine sparso i punti 1 e 2. Fino a che non è giunta l’ora di dormire.
Domani è un altro giorno.
Uguale a questo.
Vedo una coppietta felice, due ragazzi carini, simpatici quanto basta, uno alla mano e l’altro un po’ meno ma che sorride per dirmi “si, siamo insieme da ormai un anno”.
°dissociazione°
Non parlo più con loro, parlo con me, vedo me.
Solo.
“Dov’è il problema? C’è poi un problema? Come mai, alla fine di ogni cosa, sei sempre solo?”
Impazzisco lentamente…
Le ore scorrono davanti a me come fossero l’acqua di uno scarico. Sono senza valore ai miei occhi.
1) Mi butto a capofitto in un libro, con le migliori intenzioni, dopo 30 minuti mi annoio, e penso “forse sarà l’argomento che non mi attira”. Guardo il cellulare con la scusa dell’ora ma per vedere se mi ha scritto qualcuno.
Cambio libro e dopo altri 30 minuti capisco che il meccanismo è lo stesso, sono sempre i miei occhi, che si posano su inchiostro disposto in un certo modo su dei fogli bianchi. Non vedo il senso di continuare a leggere. Leggere per chi poi? Noia, piattezza.
2) Apro il portatile, entro in chat, sempre il vuoto cosmico. Ascolto musica mentre scrivo. Ma poi, per chi scrivo? Noia, nausea, piattezza.
Mi alzo di corsa in preda alle migliori intenzioni, voglio reagire.
Prendo le chiavi della macchina e scappo al mare.
Eccomi sugli scogli: il telo da mare sistemato come viene, la tracolla Sisley con un libro che ho portato solo per figura, gli occhiali da sole,il cellulare controllato ogni 15 minuti per vedere se mi hanno scritto, le cuffiette dell’iPod che mi sparano in testa una canzone che si ripete all’infinito, il sole che mi cuoce un po’ la faccia, un paio di tuffi e qualche sguardo ad alcuni ragazzi tedeschi palestrati a pochi metri dal mio scoglio. Ma che ci sto a fare qui da solo? Noia, nausea, piattezza, ripetitività.
Risorgo dagli scogli immaginandomi di essere un dio babilonese, mi dirigo con passo altero verso la macchina, sperando di impressionare qualcuno, poi inciampo quasi su una pietra e mi viene da ridere al pensiero della scena vista da fuori.
Torno alla macchina, radio, semafori e benzina. Guardo il cellulare per vedere se qualcuno mi ha scritto.
Finalmente a casa.
Mi siedo sulle pietre coperte di licheni nel mio giardino, e realizzo che è uno dei pochi posti dove veramente mi trovo bene. Anche se mi accorgo della malinconia che c’è sempre quando sto lì.
Ero lì a 9 anni, a 13, a 15 e a 19, e ci sto pure ora a 24 anni. Il paesaggio è cambiato intorno, ma le pietre sono sostanzialmente come le ricordo. Io mi sento parte del paesaggio, ma solo per quanto riguarda il mio aspetto.
Passo il resto della giornata a ripetere in ordine sparso i punti 1 e 2. Fino a che non è giunta l’ora di dormire.
Domani è un altro giorno.
Uguale a questo.
Etichette:
cellulare,
coppia,
dissociazione,
domani è un'altro giorno,
felicità,
filosofia,
futuro,
Icaro,
Impero,
libri,
mare,
noia,
pensare,
pensieri,
piattezza,
ragazzi carini,
reagire,
solitudine
0
commenti
|
|
AH!
ci sentiamo al crepuscolo!
perché il passato fa meno paura del futuro.
e tutto perché il passato è immobile, fermo... non cambia mai.
ma noi vogliamo ballare come pazzi ubriachi sballottati dai venti e dai flutti di questo mare di noia.
e tu, Ragione, finiscila! ti farò un cenno col piede quando potrai venire a ballare con me! porca!
ci sentiamo al crepuscolo!
perché il passato fa meno paura del futuro.
e tutto perché il passato è immobile, fermo... non cambia mai.
ma noi vogliamo ballare come pazzi ubriachi sballottati dai venti e dai flutti di questo mare di noia.
e tu, Ragione, finiscila! ti farò un cenno col piede quando potrai venire a ballare con me! porca!
Etichette:
ballare,
crepuscolo,
futuro,
immobilità,
Impero,
noia,
passato,
paura,
pazzia,
Ragione,
ubriachi
0
commenti
|
|
ANSA: DIO dichiara "la moralità non è di questo blog"
ASMA commenta: ahhhh hhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhhhhh HHHHHH...
ASMA commenta: ahhhh hhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhhhhh HHHHHH...
$anal_conda> ciao
$anal_conda> collega
$anal_conda> XD
> ora sei zoccola ufficiale
> l'Impero ti benedice
> vai e diffondi la buona novella
$anal_conda> graaaazie
> ora sei una crocerossina
> la tua missione umanitaria
> nella vita sarà
> prevenire le prostatiti acute
$anal_conda> collega
$anal_conda> XD
> ora sei zoccola ufficiale
> l'Impero ti benedice
> vai e diffondi la buona novella
$anal_conda> graaaazie
> ora sei una crocerossina
> la tua missione umanitaria
> nella vita sarà
> prevenire le prostatiti acute
E' con un piacere stellare che le Edizioni Imperiali vi annunciano l'uscita, in 350 sale cinematografiche in tutto lo Stivale, del primo docudramma ideato, scritto e realizzato da L'Impero:
"Improvvisamente l’inverso scorso: ovvero la storia di un vegetariano di guerra paralizzato”
"Improvvisamente l’inverso scorso: ovvero la storia di un vegetariano di guerra paralizzato”
La mia unica relazione volò via, imbarcandosi su un 747 all’aeroporto di Malpensa, perché aveva perso le sue ali da qualche parte in Toscana.
Il mio impero per delle ali!
Il mio impero per delle ali!
mi ispiri,
e chiedo solo un po’ di attenzione
mi fai incazzare
sai che sono instabile
e allora vai a cagare!
No dai,
scusa,
sono stato invadente
mi perdoni?
°L’Impero°
e chiedo solo un po’ di attenzione
mi fai incazzare
sai che sono instabile
e allora vai a cagare!
No dai,
scusa,
sono stato invadente
mi perdoni?
°L’Impero°
Etichette:
attenzione,
Donato,
Impero,
incazzarsi,
instabile,
invadenza,
perdono,
scusa
0
commenti
|
|
.Dea, bellissima e terribile,
ti invoco.
Continuo a giocare con le parole
e faccio----------
-
-
-
volare
#
#
#
su questi 0
...
e questi 1
.
le emozioni infuocate
come le corde di un giocoliere zingaro
.
,
ammaliando i pensieri del lettore!
non volate via da me, emozioni!
non volate via come le rondini,
non volate via da me come l'estate.
ti invoco.
Continuo a giocare con le parole
e faccio----------
-
-
-
volare
#
#
#
su questi 0
...
e questi 1
.
le emozioni infuocate
come le corde di un giocoliere zingaro
.
,
ammaliando i pensieri del lettore!
non volate via da me, emozioni!
non volate via come le rondini,
non volate via da me come l'estate.
In vendita nelle migliori torri d'avorio l'ultimo capolavoro dell'Impero, filosofo artista, opinionista, -ista e -sofo controverso nonché l'unico (sino ad ora) queer ad essere andato a ballare "give it to me" di Madonna sopra il tetto della sua peugeot 206 cc:
Io conformista: come essere anticonformista nel secolo di Berlusconi III
Già vincitore del premio Strega
-un capolavoro di un genio inascoltato- La Repubblica
-Estasi, sete e chanel n°5. SUBLIME! - Il Corriere della Sera
-The last aesthetic folly by this amazing guy - Vogue
Io conformista: come essere anticonformista nel secolo di Berlusconi III
Già vincitore del premio Strega
-un capolavoro di un genio inascoltato- La Repubblica
-Estasi, sete e chanel n°5. SUBLIME! - Il Corriere della Sera
-The last aesthetic folly by this amazing guy - Vogue
Abbraccio il cuscino, e non stringo un imbottitura, ma un ricordo.
Tempo di merda, estate di merda. Perché mi devi far desiderare le notti sudate (e non si parla di metereologia), quando sai benissimo che non sono possibili in questo momento? Sei proprio una stronza! Non lo capisci che così mi disidrato?
I risvegli tra le lenzuola bianche e un poco umide, le zanzare ubriache del nostro sangue, e i guanciali abbracciati; un paio di raggi che filtrano dalle persiane, io che ti guardo dormire tormentato dal caldo in mezzo alle lenzuola bianche e sempre meno umide, ed io che mi sento in paradiso.
Fanculo.
Tempo di merda, estate di merda. Perché mi devi far desiderare le notti sudate (e non si parla di metereologia), quando sai benissimo che non sono possibili in questo momento? Sei proprio una stronza! Non lo capisci che così mi disidrato?
I risvegli tra le lenzuola bianche e un poco umide, le zanzare ubriache del nostro sangue, e i guanciali abbracciati; un paio di raggi che filtrano dalle persiane, io che ti guardo dormire tormentato dal caldo in mezzo alle lenzuola bianche e sempre meno umide, ed io che mi sento in paradiso.
Fanculo.
Mi sento al crepuscolo.
Si son dissolte così tante nuvole sopra la mia testa dall’ultima (e unica) relazione che ho avuto, che non ricordo quasi nulla, e le pochissime memorie si fondono coi sogni.
Non posso che credere di essermi sognato tutto. Sono arrivato al punto di pensare che molte cose che ritengo vere, in realtà non lo sono, e che ho mentito così bene a me stesso che ho finito per crederci.
Il passato fa meno paura del futuro, perché è immobile, è fermo e non cambia mai.
Si son dissolte così tante nuvole sopra la mia testa dall’ultima (e unica) relazione che ho avuto, che non ricordo quasi nulla, e le pochissime memorie si fondono coi sogni.
Non posso che credere di essermi sognato tutto. Sono arrivato al punto di pensare che molte cose che ritengo vere, in realtà non lo sono, e che ho mentito così bene a me stesso che ho finito per crederci.
Il passato fa meno paura del futuro, perché è immobile, è fermo e non cambia mai.
salve, cosa vi porto?
oggi cambiamo, gradiremmo due depressioni
certo signori
ah! Dimenticavo: se mi può portare anche due valium,
sa non sopportiamo lo zucchero, preferiamo il dolcificante…
-----------------------------------------------------------------------
Cosa vi porto oggi?
A me un cervello prego, sano, lo voglio bere schietto, senza ghiaccio.
E per lei signore?
A me una testa di cazzo.
Subito signore.
oggi cambiamo, gradiremmo due depressioni
certo signori
ah! Dimenticavo: se mi può portare anche due valium,
sa non sopportiamo lo zucchero, preferiamo il dolcificante…
-----------------------------------------------------------------------
Cosa vi porto oggi?
A me un cervello prego, sano, lo voglio bere schietto, senza ghiaccio.
E per lei signore?
A me una testa di cazzo.
Subito signore.
Benvenuti al bar l’Impero,
dove si beve per un evo intero
e si deridono, per non piangere,
le disavventure e le miserie
con frasi acide e poco serie
dove si fanno sconti solo ai barboni e ai pazzi
e si derubano i turisti e i ricconi
mentre si deliziano gli occhi coi bei ragazzi
che ignorano le donne perché son ricchioni
un calice d’assenzio
e dei dolori
non c’è altro che silenzio.
Un paio di rime folli e sparse
Per cantar una manciata di speranze
Al fuoco della passion arse!
dove si beve per un evo intero
e si deridono, per non piangere,
le disavventure e le miserie
con frasi acide e poco serie
dove si fanno sconti solo ai barboni e ai pazzi
e si derubano i turisti e i ricconi
mentre si deliziano gli occhi coi bei ragazzi
che ignorano le donne perché son ricchioni
un calice d’assenzio
e dei dolori
non c’è altro che silenzio.
Un paio di rime folli e sparse
Per cantar una manciata di speranze
Al fuoco della passion arse!
Citazione colta:
da "Come sono diventato passiva"
...In un anno cambiano molte cose, infatti sono diventato una passiva...
------------------------------------------------------------------------
dal mio best seller
"sei escort? no. Lavoro per la gloria"
Mentre l'acqua fresca scivolava prima sulla faccia e poi sul resto del corpo ancora stanco per gli esercizi, e un leggero profumo di felce mi avvolgeva dolcemente i pensieri, sorrisi sotto la doccia: tra poco andrò a prenderlo sotto casa, sarò perfetto, una sigaretta nella mano sinistra e la macchina rigorosamente decappottata, spero di regalargli un sogno.
...girai l'angolo ed eccolo, già sulla strada, ad aspettarmi con quel suo viso levigato e ambrato, teneva qualcosa in mano: ci baciammo subito, un bacio tenero, lui mi guardò e mi disse: eccoti i soldi...
banconote da 5 euro, le uniche rose della mia vita da due anni a questa parte.
c'è crisi: fate opere di bene.
e intanto sogno rose profumate.
-------------------------------------------------------------------------
da "Come sono diventato passiva"
...In un anno cambiano molte cose, infatti sono diventato una passiva...
------------------------------------------------------------------------
dal mio best seller
"sei escort? no. Lavoro per la gloria"
Mentre l'acqua fresca scivolava prima sulla faccia e poi sul resto del corpo ancora stanco per gli esercizi, e un leggero profumo di felce mi avvolgeva dolcemente i pensieri, sorrisi sotto la doccia: tra poco andrò a prenderlo sotto casa, sarò perfetto, una sigaretta nella mano sinistra e la macchina rigorosamente decappottata, spero di regalargli un sogno.
...girai l'angolo ed eccolo, già sulla strada, ad aspettarmi con quel suo viso levigato e ambrato, teneva qualcosa in mano: ci baciammo subito, un bacio tenero, lui mi guardò e mi disse: eccoti i soldi...
banconote da 5 euro, le uniche rose della mia vita da due anni a questa parte.
c'è crisi: fate opere di bene.
e intanto sogno rose profumate.
-------------------------------------------------------------------------

