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Ero un santo ma non lo sapevo
Ero un santo ma non lo sapevo
perché l'aureola sta sempre dietro il capo

ricordo quando si saltava seminudi
ridendo per la stanza
le finestre aperte e le tende che volavano
mosse dal sole

un sole prepotente e voyeurista

si specchiava sul pavimento lucido
che amava i nostri riflessi

tempio del piacere

la cenere delle nostre sigarette
e il fumo dalle nostre bocche
come incensi profumati

e nei tuoi occhi
scambiai un riverbero
per il braciere di un fuoco sacro
Estasi, Eresie e aPOSTasie
Non si può stare sempre sotto: proponiamo variazione a letto e in società.

Ricordo come fosse oggi il giorno in cui persi la verginità, la ritrovai tre giorni dopo in un cassetto dove pensavo di aver già guardato!
Ed era ufficialmente “il cassetto delle mutande”, quel luogo ameno dove si annidavano passioni proibite e diari segreti, la chiave della mia segretezza.

Oh porte sublimi della libertà!

C’è gente che è andata in capo al mondo per trovare la verità, altri si sono cuciti delle sottane e dopo averle indossate hanno cominciato a parlare di lei con autorità, altri ancora se ne fregano di cercarla perché la ritengono un’invenzione, ma io lo so che a volte basterebbe aprire un cassetto per trovare la verità, e non un cassetto qualunque, ma quello delle mutande.

Signore e signori, c’è poco da sentirsi santi ad esser vergini: tutti lo siamo stati, le cose a portata di tutti sono volgari e profane.