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Ore piccole
Credo che io stia sveglio fino a tarda ora perché mi piace davvero perdere la mattina dormendo, dato che preferisco sognare piuttosto che vivere il vuoto che mi circonda e pervade in questo periodo.
Ti sognerò con gli occhi, perché gli occhi non invecchiano mai
Passo il tempo a costruire dei sogni su un volto quasi sconosciuto, legando i metalli per le travi al calore del mio stomaco immerso in questa pesante estate che appena è iniziata.
Ho troppa fantasia, e così mi ritrovo a pedinare il desiderio dentro una fotografia scattata chissà quando e chissà dove, e chissà da chi…

Vorrei tracciare le strade del desiderio, vorrei mappare ogni minima riga sulla tua pelle,
perché sono i sogni a scandire il tempo di noi mortali;
sono i sogni, che con le soddisfazioni disegnano strane linee intricate come labirinti liberty sui nostri corpi rapiti, nei nostri sorrisi, sulle nostre labbra, sulle nostre menti.
Ma son sempre i sogni, che con le delusioni, ombreggiano quei disegni meravigliosi qua e là.
Ironico: son sempre le ombre a dare spessore.

Allora ti amerò con gli occhi se ti incontrerò, per sfuggire al tempo.
Una ballata del mare salato
Dissetarsi prima di dormire con le fresche lacrime, e sognare di bere da una fonte vergine, perché le lacrime come gli occhi non invecchiano mai.
Su quel sogno, le mie labbra per prime si posarono, e le emozioni approdarono al cuore lasciando le prime orme su quella sabbia salvatrice.

Trovare una conclusione tra le città, i sogni dimenticati, i minuti, le nuvole, i litri di benzina, i pranzi e le cene, le speranze, le piogge, i dolori e le gioie, le ferrovie e i viaggi, gli amori desiderati, i sorrisi e le poesie, i cari presenti persi e ritrovati, le navi, i metri di stoffa e le numerose domeniche, i chilometri, i mari, i libri, le storie degli altri, i cocktail, le discussioni, i cieli e le culture, gli amici, le solitudini e i soli che tramontano sempre ad ovest.

24 anni del cuore e poco più.
Abbracci e b(r)aci
Ri(s)coprirsi con la follia come fosse una seta indiana, e ubriacarsi coi deliri d’onnipotenza.
Ecco le braci su cui mi diverto a ballare in questi momenti.
Le emozioni rinate, tornano a volare come l’araba fenice, dalle ceneri di quel passato che impolverava i passi nel futuro.
Torno in un regno fatto di tappeti, fiori, marmi e tessuti pregiati. Il mio regno di favole, di sogni radiosi, di baci e di tramonti.
Sarò lì come un filosofo e dalla mia torre d’avorio afferrerei il vento d’Oriente per spargere versi strani e profumati sul tuo nome, perché si, il tuo nome m’è già caro più di ogni cosa…
Mi sono perso e non cerco la via, perché gradevole è questo vagare.

Abbracciami forte
e sentirai le b(r)aci roventi con cui fumare Sogni in una pipa ad acqua.