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Ero un santo ma non lo sapevo
Ero un santo ma non lo sapevo
perché l'aureola sta sempre dietro il capo

ricordo quando si saltava seminudi
ridendo per la stanza
le finestre aperte e le tende che volavano
mosse dal sole

un sole prepotente e voyeurista

si specchiava sul pavimento lucido
che amava i nostri riflessi

tempio del piacere

la cenere delle nostre sigarette
e il fumo dalle nostre bocche
come incensi profumati

e nei tuoi occhi
scambiai un riverbero
per il braciere di un fuoco sacro
Ti sognerò con gli occhi, perché gli occhi non invecchiano mai
Passo il tempo a costruire dei sogni su un volto quasi sconosciuto, legando i metalli per le travi al calore del mio stomaco immerso in questa pesante estate che appena è iniziata.
Ho troppa fantasia, e così mi ritrovo a pedinare il desiderio dentro una fotografia scattata chissà quando e chissà dove, e chissà da chi…

Vorrei tracciare le strade del desiderio, vorrei mappare ogni minima riga sulla tua pelle,
perché sono i sogni a scandire il tempo di noi mortali;
sono i sogni, che con le soddisfazioni disegnano strane linee intricate come labirinti liberty sui nostri corpi rapiti, nei nostri sorrisi, sulle nostre labbra, sulle nostre menti.
Ma son sempre i sogni, che con le delusioni, ombreggiano quei disegni meravigliosi qua e là.
Ironico: son sempre le ombre a dare spessore.

Allora ti amerò con gli occhi se ti incontrerò, per sfuggire al tempo.
Una ballata del mare salato
Dissetarsi prima di dormire con le fresche lacrime, e sognare di bere da una fonte vergine, perché le lacrime come gli occhi non invecchiano mai.
Su quel sogno, le mie labbra per prime si posarono, e le emozioni approdarono al cuore lasciando le prime orme su quella sabbia salvatrice.

Trovare una conclusione tra le città, i sogni dimenticati, i minuti, le nuvole, i litri di benzina, i pranzi e le cene, le speranze, le piogge, i dolori e le gioie, le ferrovie e i viaggi, gli amori desiderati, i sorrisi e le poesie, i cari presenti persi e ritrovati, le navi, i metri di stoffa e le numerose domeniche, i chilometri, i mari, i libri, le storie degli altri, i cocktail, le discussioni, i cieli e le culture, gli amici, le solitudini e i soli che tramontano sempre ad ovest.

24 anni del cuore e poco più.
I ricordi solari
Il naso è pieno di sapore di liquirizia, e ricordo tiepidi tappeti sotto i piedi, tende color crema, un camino acceso e sorrisi che ci sono ancora e che non ci son più.

Provo ad afferrare un ricordo che sembra voler ritornare.
C’era il sole come oggi, penso. Poi però mi accorgo che il sole non è mai lo stesso e che se voglio far rivivere il ricordo devo concentrarmi su un altro particolare che mi circonda… I suoni.

La musica rimane sempre la stessa, e non fa come il sole che muore sempre in modo diverso.

Vana è la ricerca di ricordi nel sole, perché il sole non ha memoria, ma scandisce solo il presente che svanisce… come i miei muti ricordi perché fondati sul sole.